Presentazione
Le autorità patriziali
L’assemblea patriziale si riunisce in seduta ordinaria una volta all’anno: il primo lunedì del mese di marzo.
L’ufficio patriziale è composto da un presidente, un vicepresidente e tre membri:
Da sinistra a destra: Angela Besomi, supplente; Luigi Alberti, membro; Andrea Fassora, membro; Matthias Casoni, membro; Roldano Antonietti, vice presidente; Arnaldo Fassora, presidente; Samantha Ponti, segretaria; Ido Casoni, supplente.
(supplenti: Angela Besomi, Ido Casoni)
Proprietà patriziale
La proprietà patriziale è costituita principalmente da una superficie boschiva che si estende per 661.158 metri quadrati; inoltre include un terreno a Cossio, la sorgente patriziale (che serve diversi rustici) e un prato da pascolo in zona Pianasc.
I boschi sono situati sulle falde del monte Boglia, partendo da una quota di 800 m./s.m. ed estendendosi fino alla cima del monte, ovvero ad una quota di 1516 m./s.m.
A nord il patriziato confina con il Patriziato di Cadro, a sud con il quartiere di Pregassona e a est sia con il Patriziato di Bré sia con la Repubblica dello Stato Italiano.
Origine del concetto di Patriziato
L’origine di questo ente si perde nella notte dei tempi. Tuttavia si sa che fu costituito per l’amministrazione e la gestione dei beni della comunità (terreni, boschi, pascoli, selve, ecc…), e attorno al 1400 fu chiamato Vicinanza; nel 1804, con la nascita del comune autonomo, il Patriziato sostituì la Vicinanza.
Per diventare Vicino occorreva il permesso dell’assemblea dei Vicini; dopodiché, il Vicino acquistava il diritto di tagliare la legna, di usufruire dei pascoli e di procedere alla raccolta del fogliame.
Ciò spiega l’importanza per colui che voleva stabilirsi in una determinata regione, di essere accolto tra i Vicini. Occorre dunque mettere in risalto l’indispensabile contributo storico, culturale e gestionale del territorio che questi antichi predecessori dei comuni hanno avuto e mantengono tuttora in favore dell’intera comunità.
